Vai al Contenuto Vai alla navigazione del sito

Scomparsa la prof. Ondina Gabrovec Mei

28 Giugno, 2019

Domenica scorsa, 23 giugno, è tornata al Padre la collega Ondina Gabrovec Mei.

Ondina ha amato il nostro ateneo. Raccontava di come si sentisse profondamente orgogliosa, da giovane studentessa, nel salire la scalinata del corpo centrale dell’ateneo negli anni ’60. Giovane donna, di famiglia umile della minoranza slovena: l’università è stata, per lei, luogo di emancipazione e grande opportunità di crescita. Si è laureata nel 1967 in economia e commercio. Per quella facoltà che tanto le aveva dato nel periodo degli studi, si è poi spesa con autentica passione nel corso della carriera accademica.

Professore incaricato già nel 1974, associato nel 1982, ordinario dal 1987. In un periodo di rapida evoluzione delle scienze aziendali, Ondina ha avuto il merito di ampliare gli orizzonti della disciplina. Dapprima, attraverso un rigoroso confronto con il sistema contabile diffuso nel mondo anglosassone; successivamente, con un’approfondita analisi del sistema di contabilità pubblica in una prospettiva aziendale, nonché con la ricerca -allora pionieristica- sui temi dell’etica d’impresa.

E’ stata direttore del Dipartimento di Economia e Tecnica Aziendale dal 2002 al 2005; docente presso la facoltà di economia di Ljubljana, l’università di San Marino, nonché nel dottorato di ricerca in Economia e Direzione Aziendale di Ca’Foscari.

Da molti anni svolgeva un’intensa attività di ricerca con il Gruppo per il Bilancio Sociale (GBS), esempio di interazione tra il mondo accademico e quello aziendale. Con il GBS, di cui è stata presidente del comitato scientifico dalla fondazione al 2011, ha contribuito alla redazione e alla diffusione degli standard nazionali per la redazione del bilancio sociale. Questo la portò ad essere indicata come membro del gruppo di lavoro per la redazione delle “Linee guida operative sulla responsabilità sociale d’impresa in banca” per l’Associazione Bancaria Italiana.

Non ha mai smesso di studiare e insegnare con grande passione. Il desiderio di coniugare fede e conoscenza l’aveva indotta anche a completare gli studi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Diocesi di Trieste. Un incidente stradale ha fermato la sua attività, costringendola per un anno in stato di coma. Noi colleghi la ricordiamo come una persona sincera, tenace e sempre disponibile all’incontro. Di questo la ringraziamo.