"The rebel physicist". Il New York Times scrive sul fisico Angelo Bassi

26 Giugno, 2020

 

Il 25 giugno 2020 il New York Times Magazine ha pubblicato un lungo articolo, a firma di Bob Henderson, che vuole essere un ritratto, professionale e personale, del Prof. Angelo Bassi, docente presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste, nonché scienziato di riferimento a livello internazionale nel campo dei fondamenti della meccanica quantistica.

Proveniente dalla celebre scuola triestina di fisica teorica fondata dal Prof. Giancarlo Ghirardi, il Prof. Bassi ha dato rinnovato impulso alle ricerche sui fondamenti della fisica quantistica ed è attualmente alla guida di un ambizioso progetto internazionale denominato TEQ: Testing the Large Scale of Quantum Mechanics, avente come obiettivo la verifica dei limiti di validità della teoria quantistica.

I risultati finora raggiunti dal Prof. Bassi sono già apparsi su svariate riviste scientifiche del settore, comprese le prestigiose riviste Science e, per la divulgazione, Scientific American.

L’articolo ora in pubblicazione sul New York Times Magazine è un ulteriore riconoscimento dell’importanza scientifica di queste ricerche. “Anche se il mondo che ci circonda fosse in ultima analisi incomprensibile, non c’è ragione di credere che abbiamo toccato il fondo con la meccanica quantistica”, dice nell’articolo il Professor Bassi il quale, forte di questo convincimento, ha dedicato gli ultimi quindici anni della propria ricerca a studiare modelli e proporre nuove idee per verificare come la meccanica quantistica può essere falsificata. L’articolo ci spiega come la meccanica quantistica permetta agli oggetti microscopici di essere contemporaneamente in due stati diversi che “collassano” in uno dei due soltanto quando il sistema è osservato.

Come sintetizzato nel famoso e provocatorio paradosso proposto da Schrödinger, la teoria prevede che la stessa cosa possa accadere anche ad un gatto chiuso in una scatola, che potrebbe essere vivo e morto allo stesso tempo, fino al momento in cui qualcuno apre la scatola e fa “collassare” il suo stato. Le ricerche del Professor Bassi sono concentrate su modelli alternativi, noti come modelli di collasso spontaneo della funzione d’onda, in base ai quali i sistemi microscopici possono vivere in più stati allo stesso tempo, mentre gli oggetti macroscopici sono sempre in stati ben definiti, contrariante a quanto previsto dalla teoria quantistica.

Se il Prof. Bassi avesse ragione, spiega Bob Henderson nell’articolo, e la meccanica quantistica fosse in ultima analisi sbagliata, le implicazioni per la fisica, la tecnologia e anche la filosofia sarebbero immense.

Articolo completo al link: 

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