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Predire il comportamento delle cellule tumorali: nuove tecniche introdotte da un team supportato da Giulio Caravagna

22 Ottobre, 2021

 

Giulio Caravagna, ricercatore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università di Trieste, è tra gli studiosi che hanno contribuito all’invenzione di una tecnologia di sequenziamento e una tecnica di analisi associata in grado di prevedere il comportamento di cellule e tessuti in rapida trasformazione, con ricadute importanti sullo studio dell’evoluzione tumorale e dei meccanismi di resistenza ai farmaci. 

Grazie al lavoro del Centro di Scienze Omiche dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, diretto da Giovanni Tonon, gli scienziati hanno ora a disposizione un nuovo e potente strumento, chiamato “scGET-seq”, descritto sulle pagine della prestigiosa Nature Biotechnology.

Sarà, pertanto, possibile possibile ottenere contemporaneamente – e per ogni singola cellula di un tessuto – sia la sequenza di DNA sia il suo stato di compattamento nel nucleo, fornendo così informazioni preziose per predire il comportamento della cellula.  

“L’evoluzione delle cellule tumorali verso comportamenti sempre più aggressivi e lo sviluppo di fenomeni di resistenza ai farmaci sono dovuti solo in parte all’emergere di nuove mutazioni nel DNA del tumore,” spiega Giovanni Tonon, direttore del Centro di Scienze Omiche e responsabile del laboratorio Genomica Funzionale del Cancro presso il San Raffaele.  

“Una parte importante di queste nuove abilità del tumore dipende invece da modifiche nel comportamento della cellula, ovvero da modifiche epigenetiche: a cambiare è il modo in cui le cellule tumorali leggono e utilizzano il DNA, non il DNA di per sé. Ecco perché lo strumento che abbiamo messo a punto è così importante per la ricerca contro il cancro: potrà aiutarci a prevedere e comprendere meglio il comportamento delle cellule malate, aiutandoci a sviluppare nuove terapie ed approcci sempre più precisi.” 

Il Cancer Data Science Lab di cui è principal investigator Giulio Caravagna ha contribuito alla validazione di questo nuovo metodo: "Partendo dal sequenziamento ad alta risoluzione di organoidi - racconta il ricercatore del DMG - , siamo riusciti a verificare che le misurazioni del DNA e le relative analisi ottenute con scGET-seq fossero consistenti. Adesso intendiamo utilizzare questa tecnologia nell’ambito di alcuni progetti di ricerca del nostro laboratorio, in collaborazione con il Centro di Scienze Omiche dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.”

La ricerca è stata possibile grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, di Cancer Research UK e del Ministero della Salute Italiano.  

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