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PhD Top Stories: raccontare gli anni ‘60, Thomas Pynchon e Los Angeles

28 Giugno, 2021

 

È online il nono contributo di quest'anno dedicato alla promozione dei risultati della ricerca dei nostri dottorandi.

Antonio Di Vilio

Inherent Vice di Thomas Pynchon: sorveglianza, diritti civili e la fine degli anni ’60 a Los Angeles.

Cosa racconta Inherent Vice di Thomas Pynchon? Inherent Vice (2009) di Thomas Pynchon è una detective story ambientata tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70 a Los Angeles, uno degli epicentri della controcultura statunitense in cui l’autore visse durante la sua giovinezza. Il romanzo racconta le investigazioni del detective hippie Doc Sportello, dietro le quali si celano storie di potere, corruzione, segregazione sociale, disparità, violenza razziale e sfruttamento del territorio: tutti temi che hanno contraddistinto fin dal principio la narrazione noir di Los Angeles.

Quali sono i temi esplorati nel romanzo? Partendo dallo stile hardboiled di Raymond Chandler e di James M. Cain e attraversando l’estetica post-noir del cinema di Robert Altman – The Long Goodbye (1973) – e dei fratelli Coen – The Big Lebowski (1998) –, Pynchon esplora la relazione che, a Los Angeles, si instaura tra lo sviluppo capitalista, la riorganizzazione dello spazio urbano e le comunità che hanno fronteggiato tali dinamiche creando diverse forme di organizzazione sociale.

In particolare, Inherent Vice racconta la fine dell’utopia della controcultura all’indomani degli omicidi ad opera della setta Manson che, come scrive Joan Didion nel saggio The White Album (1979), segnano in modo brusco la fine degli anni ’60. Pynchon mostra come il tramonto dell’utopia sia dettato dall’urgenza di rendere Los Angeles la città perfetta, il Paradiso in Terra: in questo processo la polizia cittadina, insieme ai developers, ha occupato un ruolo di primo piano, sorvegliando la popolazione e attuando una serie di cambiamenti strutturali che hanno portato non solo alla distruzione dell’ambiente naturale ma anche alla segregazione e allo sfollamento di intere comunità di residenti, dagli afro-americani ai chicani.

In Inherent Vice si rievocano infatti diversi eventi cruciali della storia dei diritti civili americani, dalla battaglia di Chavez Ravine alla Rivolta di Watts dell’agosto 1965 (già raccontata da Pynchon in un suo famoso articolo apparso sul New York Times); il narratore mostra i diversi piani federali e della polizia atti ad arginare il fervore contro-culturale e le organizzazioni politiche dal basso – dai comitati anti-Vietnam al movimento Black Panthers – con programmi di spionaggio, corruzione e violenza. Attraverso il caos collettivo e la paranoia degli anni ’60 post-omicidio di J.F. Kennedy, Pynchon analizza il momento in cui la società di Los Angeles, metropoli postmoderna per eccellenza, arriva ad identificarsi con ciò che il filosofo Gilles Deleuze chiama “la società del controllo”.

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