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PhD Top Stories - Monitoraggio del ghiacciaio italiano a quota più bassa

02 Maggio, 2022

Jessica De Marco - Corso di Dottorato in Ambiente e Vita

Monitoraggio di precisione del ghiacciaio italiano a quota più bassa

Si trova in Friuli-Venezia Giulia il più basso ghiacciaio italiano, nascosto tra le Alpi Giulie e si chiama Ghiacciaio Occidentale del Montasio. La sua scoperta risale al 1920, quando il famoso geologo Ardito Desio lo identificò come vero e proprio ghiacciaio posto alla base della parete nord dello Jôf di Montasio. Il ghiacciaio si trova ad un'altitudine media di 1910 m s.l.m., è parzialmente coperto da detrito e rientra nella categoria dei “ghiacciai molto piccoli” (“very small glaciers”) a causa della sua dimensione inferiore a 0,5 km2.

È ben noto che i ghiacciai sono preziosi indicatori dell'attuale surriscaldamento globale dovuto alla loro elevata sensibilità ai cambiamenti climatici. I ghiacciai di medie e grandi dimensioni sono già stati ampiamente studiati per comprendere il loro comportamento passato, presente e futuro. Invece, i corpi glaciali più piccoli meritano ulteriori indagini poiché tendono ad avere più variabilità in termini di risposta ai cambiamenti climatici ed inoltre, il loro numero sta aumentando a causa della frammentazione dei ghiacciai di maggior estensione. In particolare, il Ghiacciaio del Montasio, presenta alcune peculiarità che lo rendono interessante per la comprensione del possibile sviluppo futuro di corpi glaciali a lui simili e localizzati nell’area alpina. Abbiamo analizzato il bilancio di massa geodetico del ghiacciaio del Montasio nel periodo 2006-2019, confrontando i risultati con l’andamento di temperatura dell’aria e precipitazione, i principali fattori climatici. Per calcolare il bilancio di massa, sono stati raccolti dati topografici ad alta risoluzione con l’utilizzo di diverse tecniche all'avanguardia: laser scanner aereo (ALS o LiDAR), laser scanner terrestre (TLS) e Structure-from-motion (SfM) sia da terra che da drone. Tutti questi dati sono stati forniti dall'Università degli Studi di Udine (gruppo di ricerca “HydroLab UNIUD”), dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dall'Università degli Studi di Padova (gruppo di ricerca “Cryosphere and Hydrology”).

I dati di temperatura e precipitazione alla quota del ghiacciaio del Montasio sono stati ricostruiti a partire dai dati grezzi forniti dall'ufficio Friuli-Venezia Giulia-OSMER per i tredici anni analizzati (2006-2019) e per i cinque decenni precedenti, per un totale di 60 anni (1960-2019). Questi dati sono stati utilizzati per studiare le fluttuazioni annuali del bilancio di massa in relazione alle condizioni meteorologiche annuali e stagionali, e per confrontare le condizioni climatiche attuali con le medie e i trend su lungo periodo dei cinque decenni precedenti. Lo studio ha evidenziato il comportamento inusuale di questo ghiacciaio che è caratterizzato da un tasso di perdita di massa notevolmente più basso rispetto ad altri ghiacciai alpini. Inoltre, abbiamo scoperto che le precipitazioni durante la stagione invernale hanno un'elevata influenza sul bilancio di massa, confermando che il ghiacciaio non è alimentato solo da precipitazioni solide (nevicate) ma anche da valanghe originatesi dal versante nord dello Jôf di Montasio e che l’attività valanghiva apporta un rilevante contributo al bilancio di massa. Il ghiacciaio è risultato avere una bassa sensibilità ai cambiamenti della temperatura atmosferica. Questo comportamento insolito è legato alla spessa coltre di detriti presente soprattutto nella zona basale del ghiacciaio. Tale copertura crea uno strato isolante che, combinato con l'ombreggiamento da parte delle alte pareti di roccia dello Jôf di Montasio, riduce la perdita di massa del ghiacciaio e la sua sensibilità alle temperature.

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