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PhD Top Stories: I livelli sierici di adalimumab dopo l'induzione sono associati a remissione nei bambini con malattia infiammatoria intestinale

28 Maggio, 2021

È online il sesto contributo di quest'anno dedicato alla promozione dei risultati della ricerca dei nostri dottorandi.

Debora Curci - Corso di dottorato in Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo

I livelli sierici di adalimumab dopo l'induzione sono associati alla remissione a lungo termine nei bambini con malattia infiammatoria intestinale

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) comprendono la malattia di Crohn (MC) e la colite ulcerosa (CU). Tali patologie sono disturbi cronici e recidivanti con danno intestinale progressivo che porta a conseguenze a lungo termine. I bambini con MICI sperimentano una malattia più grave rispetto agli adulti poiché hanno una malattia più estesa e necessitano più frequentemente di un trattamento farmacologico intenso con agenti biologici. Tra questi, gli anticorpi monoclonali diretti contro il TNF-alfa svolgono un ruolo fondamentale nel trattamento delle MICI, in particolare nei pazienti con attività di malattia grave, che non rispondono alle terapie standard. L’adalimumab, un anticorpo monoclonale umanizzato somministrato per via sottocutanea ogni due settimane, è efficace nell'indurre e mantenere la remissione nei bambini affetti da MICI.

Il monitoraggio terapeutico dei farmaci (TDM), è una strategia efficace per massimizzare i tassi di efficacia; l'associazione tra le concentrazioni sieriche di adalimumab e la risposta clinica è già stata dimostrata in pazienti adulti con MICI, ma pochi studi sono stati condotti sui pazienti pediatrici. In particolare, non è noto se i livelli sierici di farmaco misurati nelle prime fasi del trattamento possano predire la risposta a lungo termine nei bambini. In questo contesto, questo studio mirava a valutare la predittività delle concentrazioni di adalimumab misurate alla fine dell'induzione e nelle fasi precoci del mantenimento per una risposta a lungo termine. Le concentrazioni di adalimumab nei campioni di siero, raccolti sia durante la terapia iniziale (induzione, settimana 4 di terapia) che durante le fasi di mantenimento (settimane 22, 52 e 82), sono state misurate utilizzando saggi di immunoassorbimento enzimatico (ELISA). I nostri risultati hanno dimostrato che i livelli sierici di adalimumab a 4 settimane erano associati alla remissione clinica durante il mantenimento. In particolare, sono stati trovati livelli sierici più elevati di adalimumab alla settimana 4 per i pazienti in remissione clinica rispetto ai pazienti con malattia clinicamente attiva alla settimana 22 (P = 0,0029), alla settimana 52 (P = 0,003) e alla settimana 82 (P = 0,003) di terapia.

Risultati simili sono stati ottenuti anche considerando i livelli di adalimumab misurati alla settimana 22 di terapia e la risposta clinica valuatata alle settimane 52 e 82 di erapia (P = 0,09; e P = 0,016, rispettivamente).

Questi risultati hanno sottolineato l'importanza del TDM e in particolare hanno messo in evidenza che valori di cutoff per la concentrazione di adalimumab superiori a 13,85 e 7,54 µg/ml alla settimana 4 e 22, rispettivamente, risultano essere dei buoni predittori di remissione a lungo termine (P < 0,05). Dato che la produzione di anticorpi anti-farmaco può avere un impatto sia sulla farmacocinetica del farmaco che sulla farmacodinamica aumentando la clearance e conseguentemente determinando una peggior risposta al trattamento, nei pazienti con concentrazioni di adalimumab inferiori a 1,5 µg/mL, è stata valutata la presenza di anticorpi anti-adalimumab mostrando una correlazione inversa marginalmente significativa con i livelli di farmaco (test di Spearman, P = 0,073). Questo lavoro supporta l'utilità del monitoraggio dei livelli di adalimumab nelle fasi precoci della terapia: l'adozione di una strategia di monitoraggio del trattamento proattiva potrebbe portare a migliori tassi di successo a lungo termine nei pazienti pediatrici affetti da MICI.

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