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Ottimi esiti per UniTs dal Rapporto AlmaLaurea 2019 sulla condizione occupazionale dei laureati

07 Giugno, 2019

Il Rettore dell’Università di Trieste, prof. Maurizio Fermeglia, annuncia con grande soddisfazione gli ultimi dati della ricerca Almalaurea, nel corso della manifestazione Job@UniTs 2019: “il nostro tasso di occupazione – dice il Rettore - è il 90,8% a 5 anni dalla laurea, a fronte di un dato nazionale del 85,5%, la retribuzione media è di 1.550 € contro 1450 € della media nazionale".

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato, infatti, giovedì 6 giugno 2019, il XXI Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati al Convegno “Università e mercato del lavoro” presso la Sapienza Università di Roma.

IL PROFILO DEI LAUREATI dell’Università di Trieste

I laureati nel 2018 dell’Università di Trieste coinvolti nel XXI Rapporto sul Profilo dei laureati sono 2.977. Si tratta di 1.681 di primo livello, 767 magistrali biennali e 508 a ciclo unico; i restanti sono laureati del corso pre-riforma in Scienze della Formazione primaria o in altri corsi pre-riforma.

Nei dati che seguono, per esigenze di sintesi, sono riportati i dati relativi ai laureati di primo livello e dei laureati magistrali biennali.

CITTADINANZA E PROVENIENZA

Uno dei punti di forza dell’Università di Trieste è la percentuale di laureati di cittadinanza estera: complessivamente il 6,3% (il 5,7% tra i triennali e il 7,2% tra i magistrali biennali). Il dato triestino è più alto della media nazionale dei laureati di cittadinanza straniera: il totale è 3,5% (3,1% delle triennali, 4,6% delle magistrali biennali).

Il numero è cresciuto rispetto lo scorso anno, quando la percentuale complessiva di laureati di cittadinanza estera era il 5,9%.

L’Ateneo triestino risulta attrattivo anche da fuori regione: il 38,3% dei laureati proviene da regioni diverse dal Friuli Venezia Giulia; in particolare il 37% tra i triennali e il 46,3% tra i magistrali biennali.

ETÀ, REGOLARITÀ E VOTO DI LAUREA: LA RIUSCITA NEGLI STUDI UNIVERSITARI

L’età media alla laurea è 25,8 anni per il complesso dei laureati, nello specifico 24,7 anni per i laureati di primo livello e 27,2 anni per i magistrali biennali. Il 57% dei laureati terminano l’università in corso (nello specifico sono il 59,7% tra i triennali e il 59,7% tra i magistrali biennali).

Il voto medio di laurea è 103,7 su 110: 101,3 per i laureati di primo livello e 107,6 per i magistrali biennali.

TIROCINI, STUDIO ALL’ESTERO E LAVORO DURANTE GLI STUDI

Il 64,9% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 63,9% tra i laureati di primo livello e il 71,4% tra i magistrali biennali (valore che cresce all’85,7% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio).

Trieste è sopra le media nazionale anche per le esperienze di studio all’estero: il 17,1% dei suoi laureati triennali ha svolto un’esperienza di studio all’estero (Erasmus in primo luogo), contro una media nazionale dell’8,2%; il 17,8% nei laureati magistrali su una media nazionale del 15,1%. Anche questi dati sono in crescita rispetto il 2018.

LA SODDISFAZIONE PER L’ESPERIENZA UNIVERSITARIA

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa, Almalaurea ha scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti. L’86,7% dei laureati si dichiara soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’83,6% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, il 74,9% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, l’87,5% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

Il 69,4% dei laureati si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso e allo stesso Ateneo.

LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI dell’Università di Trieste

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 5.698 laureati dell’Università di Trieste. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2017 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2013 e intervistati dopo cinque anni.

LAVORO, I LAUREATI TRIENNALI A UN ANNO DALLA LAUREA

L’indagine ha coinvolto 1.542 laureati triennali del 2017 contattati a un anno dal titolo (nel 2018).

Isolando quindi i laureati triennali dell’Università di Trieste che dopo il titolo non si sono mai iscritti a un corso di laurea (35,5%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo.

Il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, anche quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di formazione o di lavoro) è del 74,5%.

Il 27,5% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 43,8% su un lavoro non standard. Il 13% svolge un’attività autonoma.

LAVORO, I LAUREATI DI SECONDO LIVELLO A UNO E CINQUE ANNI DALLA LAUREA

I laureati di secondo livello del 2017 contattati dopo un anno dal titolo sono 1.331, quelli del 2013 coinvolti a cinque anni sono 1.443.

A un anno:

Il 77,4% dei laureati magistrali biennali del 2017 intervistati a un anno dal titolo è occupato (sono compresi anche coloro che sono in formazione retribuita).

Il 23,7% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato, mentre il 14,8% svolge un’attività autonoma.

La retribuzione è in media di 1.350 euro mensili netti.

A cinque anni:

Il 90,8% dei laureati magistrali biennali e a ciclo unico del 2013 intervistati a 5 anni dal conseguimento del titolo è occupato a fronte di un dato nazionale del 85,5%.

Le retribuzioni arrivano in media a 1.550 euro mensili netti, dato che si presenta come il più elevato se comparato con le università limitrofe e ben superiore alla media nazionale di 1450 €.

Dove vanno a lavorare? Il 73,3% dei laureati è inserito nel settore privato, il 21,6% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (4,8%). L’ambito dei servizi assorbe il 76,6%, mentre l’industria accoglie il 22,21% degli occupati.