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La ricerca scientifica UniTS sul Covid-19

16 Luglio, 2020

L’emergenza sanitaria e le misure di contenimento del contagio hanno cancellato molte delle iniziative di divulgazione scientifica organizzate dall’Università di Trieste per i cittadini. L'Ateneo vuole comunque rimanere vicino alla cittadinanza e al territorio mettendo a disposizione di tutti il contributo di docenti e ricercatori alla ricerca sul Coronavirus e alle attività assistenziali correlate.
A partire da venerdì 17 luglio 2020 pubblicheremo sul nostro canale YouTube una serie di videointerviste a docenti e ricercatori dell'Università di Trieste le cui ricerche riguardano da vicino, e non solo dal punto di vista medico, l’impatto della malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 (Covid-19). Medici, genetisti, ingegneri, chimici, economisti e informatici raccontano la propria ricerca e le sue ricadute per la cittadinanza, in termini di sicurezza e prevenzione, ma anche di ricadute economiche e ambientali. Dal riciclo dei dispositivi di protezione individuale ai modelli di previsione sull’andamento epidemiologico la ricerca dell’Università di Trieste, in collaborazione con gruppi di ricerca nazionali e internazionali, è dedicata tanto all’impiego di nuovi strumenti e sistemi di contrasto alla diffusione del Coronavirus, quanto allo sviluppo di progetti a vantaggio della vita sociale e lavorativa della popolazione e al coinvolgimento diretto di imprese e istituzioni.
Le prime videointerviste che pubblichiamo riguardano lo sviluppo, la valutazione e il riciclo dei dispositivi di protezione, le politiche di contenimento del virus e la realizzazione di dispositivi come visiere e maschere con la stampa 3D.

Sul tema del riciclo dei dispositivi di protezione si sta concentrando da qualche mese la ricerca condotta dal team interdipartimentale “TemaTs”, di cui fanno parte il prof. Vanni Lughi, docente di Scienza e tecnologia dei materiali, il prof. Gianluca Turco, docente di Biomateriali e ingegneria tissutale e il prof. Pierluigi Barbieri, docente di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali. L'obiettivo è quello di migliorare le prestazioni dei dispositivi di protezione e i sistemi di prevenzione (tute, mascherine, sterilizzazione delle superfici, ecc.), attraverso la valutazione dell’effetto barriera e delle proprietà meccaniche dei materiali, come la resistenza alla trazione e alla macerazione, senza trascurare l’impatto economico e ambientale derivato dal riuso: anche un soriutilizzo di una tuta significa dimezzare i rifiuti speciali che produciamo e di conseguenza ridurre notevolmente i costi. “Con questa task force”, dice il prof. Lughi, “siamo riusciti a dare una risposta immediata alle necessità del territorio durante l’emergenza Covid e questo grazie sia alle nostre competenze scientifiche ma anche al supporto tecnico dei dipartimenti e in particolare delle officine che ci hanno permesso di adattare anche la nostra strumentazione in brevissimo tempo”. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=Eh5bMT91H0c  

La ricerca del prof. Thomas Parisini, docente di Automazione che dal 2016 svolge attività di ricerca e insegnamento anche all'Imperial College di Londra, coniuga il tema del contenimento della pandemia con l’automazione, concentrandosi sull’analisi matematica per la proposta di politiche che consentano di contenere la diffusione della Covid-19 senza impedire la vita sociale ed
economica della popolazione
. Lo studio, che rientra nella neonata "scienza del lockdown", fa parte di una ricerca condotta da un ampio gruppo internazionale e si pone l'obiettivo di proporre misure di contenimento del contagio che permettano di svolgere le attività quotidiane contemporaneamente alle strategie di mitigazione del virus: non più estesi lockdown e lunghe fasi di attività in cui si riprende la vita normale, ma brevi lockdown alternati a rientri all’attività quotidiana. Studi epidemiologici confermano nei vari paesi gli effetti e i benefici di questo sistema, ma anche le difficoltà di realizzazione, visto che richiede di cambiare routine e abitudini consolidate come, per esempio, uscire di casa sempre negli stessi orari, finendo col concentrarsi in bus, treni e metropolitane negli stessi momenti della giornata. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=Ed3uqUyckw8 

Visiere e maschere realizzate con la stampa 3D nel corso dell’emergenza sanitaria sono invece al centro del progetto sviluppato dalla prof.ssa Francesca Cosmi, docente di Progettazione meccanica e costruzione di macchine. Lo studio prevede la realizzazione di visiere o la riconversione di maschere sportive in dispositivi di protezione più agevoli, con costi economici contenuti, che permettano lo svolgimento in sicurezza delle diverse attività professionali. I prototipi di tali dispositivi, che hanno suscitato l’interesse delle strutture sanitarie e di altri enti pubblici, sono resi prontamente disponibili nel caso di una nuova emergenza pandemica. “Nell’emergenza Coronavirus i reparti di terapia intensiva hanno vissuto giornate drammatiche legate anche alla difficoltà di avere sufficienti dispositivi per aiutare i pazienti che necessitavano di assistenza respiratoria, come pure i dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari”, dice la prof. Cosmi, “e la tecnologia ha giocato un ruolo importante per trovare soluzioni adeguate nel minor tempo possibile”. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=Y-n-h1OPWR4 

Parte invece dalla statistica lo studio che ha cercato di prevedere il numero degli ospedalizzati e delle terapie intensive nelle diverse regioni del nostro Paese. La ricerca, svolta nel momento di maggior impatto dell’epidemia da Covid-19, si è basata sulla raccolta e sull’analisi dei dati a disposizione giorno per giorno con l’obiettivo di prevedere la pressione che ci sarebbe stata sulle strutture sanitarie. In tal modo era possibile, secondo il prof. Nicola Torelli, docente di Statistica, “misurare l’efficacia delle politiche di contenimento che erano state adottate”. Lo studio, realizzato
insieme al prof. Leonardo Egidi, docente di Statistical Methods for Data Science, risulta valido anche in questa fase successiva dell’emergenza poiché ci aiuta a monitorare l’andamento dell’epidemia dopo il lockdown. Come afferma il prof. Egidi, “i modelli realizzati possono essere arricchiti da ulteriori dati in modo da monitorare da vicino l’indice R0, per tutta la durata dell’emergenza e del post lockdown. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=p_dm8QUW9tw 

Fra i temi affrontati nelle prossime videointerviste: tamponi e test sierologici per conoscere l’interazione tra virus e sistema immunitario (prof. Paolo Gasparini); impatto del Covid-19 sulla
popolazione e sulle strutture sociosanitarie del Friuli Venezia Giulia (prof. Roberto Luzzati, Umberto Lucangelo e Marco Confalonieri); Covid-19 e inquinamento (prof. Pierluigi Barbieriprof. Alberto Pallavicini e prof.ssa Francesca Malfatti); il ruolo del Dipartimento di Ingegneria e Architettura nel coordinamento della ricerca e della terza missione ai fini della lotta contro il virus (prof. Alfredo Contin).

Disponibile al seguente link la cartella con tutti i video. 

Contatti e info:
Ufficio Servizi per la divulgazione scientifica - Università degli Studi di Trieste
e-mail: divulgazione.scientifica@units.it