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Inaugurato il Centro di simulazione medica e addestramento avanzato (CSMAA)

19 Novembre, 2021

 

 

Inaugurato il Centro di simulazione medica e addestramento avanzato (CSMAA) dell’Università di Trieste, una struttura all’avanguardia che si candida a diventare punto di riferimento riconosciuto del settore per il centro - sud Europa.

Allestito in una palazzina di 400 mq, progettata e costruita allo scopo nel cuore del comprensorio dell’Ospedale Cattinara di Trieste, il CSMAA nasce grazie al finanziamento di oltre 1.500.000 Euro conferito dal MUR nel 2016 per l’Eccellenza del Dipartimento di Scienze Mediche e alla convenzione siglata con ASUGI (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina).

Costituito da 4 sale simulazione collegate da 3 sale – regia, il nuovo centro ospita le tecnologie più aggiornate attualmente disponibili.

Anima del CSMAA sono quattro manichini a grandezza naturale (due modelli adulti e due per l’età pediatrica) che mimano perfettamente il funzionamento e le reazioni del corpo umano a interventi medici, chirurgici e farmacologici, un tavolo anatomico digitale per autopsie virtuali, un dispositivo avanzato di simulazione per ecografie e altri due per l’auscultazione cardio polmonare.

Gran parte delle strumentazioni sono fornite dall’azienda Accurate che realizza i sistemi di simulazione più all’avanguardia sul mercato internazionale.

Il centro è dotato di un sistema di ultima generazione Learning Space CAE che permette di registrare le sessioni di simulazione e di rivederle in streaming o in debriefing nella stessa palazzina, oltre alla possibilità di salvare le performance degli studenti e monitorare i loro progressi nel tempo. E’ inoltre possibile creare la cosiddetta “Voice of God”, ovvero la diffusione nei diversi laboratori della voce degli istruttori che, dalle sale regia, potranno guidare gli allievi.

Il centro offre anche un’aula da 30 posti per riunioni operative ed eventi formativi intitolata ad Aldo Leggeri, fondatore della Scuola chirurgica triestina riconosciuta a livello internazionale, Preside dell’allora Facoltà di Medicina e Chirurgia di UniTS dal 1995 al 2003 e formatore di generazioni di chirurghi.

Alcuni programmi di formazione previsti nel Centro sono già stati accreditati da società scientifiche europee.

Il patrimonio tecnologico del CSMAA sarà al servizio di studenti e specializzandi di area medica e delle professioni sanitarie, rafforzando lo stretto legame tra didattica e pratica clinica, ma anche di professionisti ed enti esterni con attività in “conto terzi” per formazione continua, aggiornamento e certificazione. In particolare, il Centro si propone di valorizzare la formazione di rianimazione cardiopolmonare di base per imprese pubbliche e private.

“Il fine ultimo del nuovo centro, attraverso una formazione di eccellenza, è migliorare ulteriormente la qualità delle cure, ridurre il rischio clinico e aumentare la sicurezza di

pazienti e professionisti – ha spiegato il rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda – il CSMAA ci pone al livello dei maggiori centri di formazione medica e rende l’ecosistema della ricerca regionale, e di Trieste in particolare, ancora più attrattivo a livello internazionale”.

“Un allestimento tecnologico all’avanguardia, una dotazione di prim’ordine per UniTs, un valore aggiunto per la didattica e la formazione dei nostri giovani medici ma anche una grande opportunità per ASUGI che con UniTS condivide un percorso di continuo miglioramento della qualità e sicurezza dei servizi sanitari”, ha affermato Antonio Poggiana, Direttore generale ASUGI.

“Questa è una tappa importante che aggiunge un Centro di simulazione medica d’avanguardia, un avamposto per l’attività di educazione e formazione nei corsi di studio per le professioni sanitarie - ha aggiunto Riccardo Riccardi, vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute - La Regione è consapevole del ruolo strategico che hanno la formazione continua, l’educazione e l’aggiornamento. Questo è tanto più vero se guardiamo alle professioni sanitarie dove il progredire rapido della scienza e delle conoscenze mediche richiede un confronto continuo tra ricerca e bisogni di salute. Da un luogo come questo possiamo tutti insieme rivendicare l’esistenza di un sistema sanitario regionale affidabile e sicuro. Obiettivo principale della simulazione in ambito sanitario è proprio la “sicurezza” del paziente, degli operatori sanitari e del sistema di cura, in una espressione di quella “cultura della sicurezza” che deve essere percepita dal paziente ogni volta che si affida alle capacità di un medico o di un operatore sanitario. Da qui parte un rinnovato patto di fiducia tra medico e paziente, di cui la pandemia ci ha fatto comprendere l’estrema importanza”.