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Il Dipartimento di Ingegneria e Architettura partecipa alla 17a Mostra Internazionale di Architettura – Biennale di Venezia – How will we live together?

31 Maggio, 2021

Il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste partecipa alla 17a Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – How will we live together?

Il DIA - Dipartimento di Ingegneria e Architettura partecipa alla sezione “Università. Agenzie di resilienza”, con il video Terre di confine, tra fragilità e resilenza / Crossing Borders(responsabili scientifiche Paola Di Biagi, Sara Basso, Elena Marchigiani, Alessandra Marin), e con le video-interviste a Sergio Coretti, Riccardo Gergolet, Annalisa Pockay (laureati del Corso di studio in Architettura).

La 17a Mostra Internazionale di Architettura si tiene dal 22 maggio al 21 novembre 2021. Nell’ambito del più ampio progetto espositivo “Comunità resilienti”, la sezione “Università. Agenzie di resilienza” è allestita presso il Padiglione Italia. Raccoglie i contributi di 26 atenei, con l’obiettivo di dare un quadro del ruolo delle università nell'educazione alla resilienza e delle possibilità di trasformazione che offrono al nostro territorio.

Il contributo del DIA restituisce il lavoro sviluppato nei campi della didattica e della ricerca, sui temi del progetto urbanistico e della rigenerazione territoriale.

Immaginare una nuova ‘città pubblica’ attraverso il progetto di territori più attrattivi, inclusivi, accessibili: questa è la sfida con cui ci misuriamo nei contesti del Friuli-Venezia Giulia.

Il progetto per la resilienza si declina nei temi legati alla gestione dei sistemi ambientali e dei patrimoni culturali, alla tenuta di welfare materiale e servizi all’interno di strutture insediative per lo più composte da centri urbani di piccole dimensioni, in condizioni di crescente fragilità (territoriale e climatica, sociale ed economica).

Tra città pubblica e paesaggi più ampi, l’occasione è di sperimentare nuove forme di convivenza tra diverse persone e popolazioni, stabili e in movimento, su un confine oggi ancora margine permeabile fra trame ecologiche e pratiche sociali.