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“Farmaci o Psicoterapia: Infelici, Tristi o Depressi”

08 Novembre, 2016

In libreria il libro di Tullio Giraldi, intitolato “Farmaci o Psicoterapia: Infelici, Tristi o Depressi”, edito da Il Mulino.

È in atto una sorta di epidemia di depressione, che corrisponde alla diagnosi sempre più frequente che viene posta grazie alla diffusione dell’impiego del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali sviluppato dall’Associazione degli Psichiatri Americani. Il Manuale, oggi alla quinta edizione, è oggetto di estese critiche, tra cui quella principale è che con il suo uso non è possibile distinguere normali condizioni di tristezza e infelicità da veri disturbi mentali. Allen Frances, lo psichiatra americano che è stato a capo del gruppo di esperti che ha elaborato la quarta edizione del Manuale, ne è successivamente diventato un acceso critico, e ha scritto nel 2013 un libro il cui titolo nella traduzione italiana è Primo, non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie, in cui parla di sé stesso.

Alla diagnosi di depressione segue quasi necessariamente la prescrizione di un antidepressivo, quale i moderni farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina chiamati anche con l’acronimo di SSRI. La prescrizione viene fatta anche al di fuori dalla psichiatria, e avviene estesamente da parte dei medici di medicina generale e di altri specialisti, grazie al fatto che di questi farmaci sono tollerati dai soggetti che li assumono meglio di quelli disponibili in precedenza.

L’esteso uso di questi farmaci ha successivamente indicato che le loro proprietà sono più problematiche di quanto inizialmente ritenuto. L’ampia letteratura che si è resa disponibile indica con certezza che i loro effetti in chi soffre di una forma lieve di depressione sono uguali a quelli del placebo. Allo stesso tempo gli effetti avversi che ne accompagnano l’azione includono il paradossale aumento del rischio suicidario nei giovani, una vera e propria sindrome di astinenza alla cessazione brusca della loro assunzione, l’induzione di disturbi sessuali nei maschi, rischi di malformazione a seguito dell’assunzione in gravidanza, e altre ancora.
Appare quindi l’inappropriatezza della loro prescrizione in persone con forme lievi di depressione non morbosa, per il marginale o nullo effetto terapeutico accompagnato da effetti avversi non controbilanciati dalla carente azione curativa.

Nel libro, sulla base di un’accurata documentazione bibliografica, viene seguito il percorso che partendo dalla medicina greca e romana ha portato agli straordinari progressi della psicofarmacologia del 20 secolo. Vengono anche analizzati i meccanismi attraverso i quali si è addivenuti agli attuali eccessi della estesa ed inappropriata prescrizione di farmaci antidepressivi. Viene illustrato quanto avviene in Gran Bretagna, dove sono seguite all’interno del Sistema Sanitario Nazionale linee guida elaborate in maniera strettamente indipendente, che consentono il ricorso ai farmaci antidepressivi solo quando un primo approccio di sostegno ed intervento psicologico non abbia dato risultati adeguati.

Tullio Giraldi è eminente Studioso di Farmacologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia (già Professore Ordinario presso la stessa Facoltà). Attualmente insegna Psicologia Clinica e Neuropsicofarmacologia nel Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, ed è Visiting Professor presso il King’s College dell’Università di Londra.

Contatti:
Prof. Tullio Giraldi
Faculty of Medicine and Psychology
Department of Life Sciences
Tel: 040 558 8757 Mobile: +39 348 4113511
WEB: http://www.tulliogiraldi.it

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