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ASUGI-UniTS: al via il Progetto di Medicina Personalizzata PANTHER supportato dal Ministero della Salute

21 Luglio, 2021

 

ASUGI e Università di Trieste, attraverso il lavoro di ricerca della Struttura Complessa di Cardiologia, svilupperanno un innovativo progetto inerente le cardiomiopatie dilatative, denominato con l'acronimo PANTHER, finanziato dal Ministero della Salute, che si avvarrà della collaborazione con un laboratorio di ricerca presso l’Istituto Humanitas di Milano, con consolidata esperienza nell’ambito dei modelli cellulari di cardiomiopatie.

Il Progetto è parte di una importante attività di ricerca molecolare in ambito Cardiovascolare sviluppata presso la Cardiologia di Cattinara grazie anche al supporto della Fondazione CRTrieste ed alla collaborazione ultraventennale con ICGEB, IRCCS Burlo, Istituto di Anatomia Patologica e Università Colorado Denver. I Revisori nazionali ed internazionali del Ministero della Salute, hanno apprezzato ed approvato il Progetto riconoscendo un finanziamento complessivo da 450.000 euro.

Lo scopo del progetto a sviluppo triennale è quello di testare modelli “in vitro" di Cardiomiopatia Dilatativa, una malattia del muscolo cardiaco che può condurre al trapianto, generati attraverso la tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC). Scopi dell’importante ricerca saranno 1) la diagnosi preventiva in pazienti e familiari, 2) la previsione della risposta ai farmaci, e 3) la validazione di nuove strategie di stratificazione del rischio connesso alla malattia.

La tecnologia iPSC consiste nel poter “ri-programmare” cellule adulte dei pazienti (fibroblasti o globuli bianchi), ringiovanendole in cellule simil-staminali e quindi facendole poi possono poi crescere e differenziare fino a riformare un modello dell’organo di interesse, nel nostro caso il cuore. «Il gruppo coordinato dai giovanissimi ricercatori Matteo Dal Ferro ed Elisa Di Pasquale - dichiara Gianfranco Sinagra, direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare ASUGI ed Università di Trieste - cercherà di perseguire questi obiettivi attraverso uno studio di associazione fra dati funzionali e biologici di modelli cellulari in vitro e parametri clinici dei pazienti, ottenuti dal Registro delle Cardiomiopatie di Trieste, uno dei più grandi database clinici europei, attivo da circa 40 anni e che include circa 1500 pazienti». 

L'obiettivo del progetto è in prospettiva di identificare nuovi marker di stratificazione del rischio per l'evoluzione della malattia e di compiere un ulteriore passo avanti nell'ambito della medicina di precisione e personalizzata