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Presentata a Roma la Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2011–2014

22 Febbraio, 2017
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Trieste, 21 febbraio 2017 -  L’ANVUR, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca ha presentato oggi, martedì 21 febbraio a Roma, il rapporto Valutazione della Qualità della Ricerca VQR 2011 – 2014.

 
La VQR 2011-2014 ha confrontato circa 96.000 prodotti di ricerca, frutto del lavoro di circa 50.000 tra professori universitari e ricercatori all’interno delle 16 aree scientifiche. Ha valutato 96 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) e 26 enti che volontariamente hanno deciso di sottoporsi alla valutazione.
 
Il confronto nazionale
Nel quadriennio 2011-2014, oggetto dell’indagine, la situazione italiana migliora praticamente ovunque, anche se permangono le differenze geografiche che caratterizzano il nostro sistema universitario: le migliori università rimangono quelle settentrionali, lo si è visto nei dati aggregati per ateneo e lo confermano i dati disaggregati per area scientifica.
 

Il confronto internazionale
I dati dimostrano che cresce la produzione scientifica dell’università italiana, ha un maggiore impatto ed è più produttiva.

La situazione complessiva è quindi positiva, e per di più in miglioramento rispetto al periodo analizzato nella precedente VQR.
 

Il contributo del reclutamento (promossi e neoassunti)
Emerge come positivo il contributo dei “nuovi ingressi” al generale miglioramento della ricerca italiana: parte del merito di questo buon risultato va attribuito ai nuovi ingressi (assunti e promossi) che hanno notevolmente alzato la produttività media degli atenei.

Una parte dell’analisi è quindi dedicata proprio a valutare il contributo dei nuovi addetti alla ricerca.

Negli ultimi anni infatti si sono verificati numerosi cambiamenti nel sistema universitario italiano, non ultimo l’ingresso (o la stabilizzazione) di nuovi addetti alla ricerca.

Tra i dati rilevati dalla Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014 c’è il contributo offerto dai promossi/neo assunti (indicati come “addetti in mobilità”), informazione che consente di vagliare la qualità dei prodotti conferiti dalle “nuove leve” e rapportarla ai risultati che ogni ateneo ha ottenuto nella singola area indagata.

Grazie a questa analisi è quindi possibile determinare le prestazioni degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area. In questo modo si può capire chi ha assunto i migliori e, quindi, determinare la capacità di selezione del personale e la forza d’attrazione che ogni ateneo riveste rispetto agli altri, in una determinata area scientifica analizzata

Inoltre è possibile comparare il contributo degli addetti in mobilità di un ateneo rispetto ai colleghi già stabilizzati nell’area, evidenziando quindi se il processo di selezione ha individuato personale più capace di quello già in organico.

Reclutamento - Le posizioni dell’Università di Trieste
In queste analisi, l’Università di Trieste ottiene ottimi piazzamenti tra agli atenei di piccole dimensioni (la dimensione dell’ateneo non è assoluta, ma varia in base all’area scientifica considerata): è infatti al primo e secondo posto assoluto in diverse aree di ricerca, mostrando percentuali di crescita superiori rispetto alla media nazionale.
 
Nella valutazione della performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti non in mobilità dell’area, l’Università di Trieste si posiziona al secondo posto nell’area 1 Scienze Matematiche e Informatiche – assieme a Brescia, Ferrara e Milano Politecnico – con un +61% rispetto alla media nazionale.
Per quanto riguarda la performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area, Trieste è al secondo posto assoluto - con Brescia, Ferrara e Milano Politecnico – e riporta un +17% rispetto alla media dell’area.
 
Nell’area 4 Scienze della terra, l’Università di Trieste è prima assoluta nella performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti non in mobilità dell’area, con un +68% rispetto alla media dell’area.
Prima tra gli atenei di piccole dimensioni anche per quanto riguarda la performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area, Trieste mostra un +25% rispetto alla media dell’area.

 
Di particolare rilevanza il risultato dell’Ateneo triestino nell’area 11B Scienze psicologiche, dove per quanto riguarda la performance degli addetti in mobilità rispetto agli addetti non in mobilità dell’area è al primo posto assoluto con ben +98% rispetto alla media dell’area degli atenei di piccole dimensioni. Primo posto assoluto tra i piccoli atenei e +55% rispetto alla media è invece il dato registrato, in questa stessa area, nella performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area
 
Il primo posto assoluto tra i piccoli atenei è occupato dall’Università di Trieste anche nell’area 12 Scienze giuridiche: nella performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti non in mobilità dell’area registra il +52% rispetto alla media nazionale e il +38% nella performance degli addetti in mobilità dell’ateneo rispetto agli addetti in mobilità dell’area.
 

«Da una prima analisi dei dati presentati oggi a Roma – evidenzia il Rettore prof. Maurizio Fermeglia – si evincono tre importanti risultati per l’Ateneo triestino. Il primo è un netto miglioramento della qualità della ricerca, rispetto alla precedente rilevazione del 2013, in tutte le aree analizzate ed in cui l’Università di Trieste ha una presenza rilevante; il secondo riguarda il reclutamento di personale docente, che vede l’Ateneo triestino in posizioni di vertice nazionale per qualità di reclutamento in tutte le aree ed in particolare in quelle delle Scienze matematiche e informatiche, Scienze della Terra, Scienze psicologiche, ed in Scienze giuridiche; il terzo è il 5° posto assoluto tra gli atenei italiani per qualità e quantità delle sue spin-off, con particolare menzione alla capacità di generare occupazione e fatturato. I risultati ottenuti dimostrano in modo inequivocabile – continua il Rettore – che la forte attenzione, posta dall'attuale governance dell’Ateneo, alla qualità della ricerca, al reclutamento di personale di valore ed al trasferimento tecnologico sul territorio, è stata pienamente riconosciuta dalla Agenzia di valutazione nazionale. Nei prossimi giorni, non appena disponibili, valuteremo i dati di dettaglio al fine di analizzare in maniera più puntuale questi già notevoli risultati».