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Gli studenti del Master internazionale in neuroscienze a lezione con le industrie

17 Gennaio, 2018
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Un corso intensivo sugli approcci industriali al trattamento e alla diagnosi delle malattie cerebrali

Come può una scoperta scientifica diventare un nuova terapia per malattie cerebrali? Lo hanno imparato gli studenti durante una settimana di intense lezioni ed esercitazioni pratiche presso l’Università di Trieste a fianco di ricercatori dell’industria, manager ed esperti di trasferimento tecnologico, per comprendere il processo industriale di creazione di nuovi farmaci e avere un’idea concreta delle professioni del futuro. Questi i temi del corso Applied Neurosciences: industrial approaches to brain disorders, organizzato dall’Università degli Studi di Trieste nell’ambito del Master Internazionale in Neuroscienze. Il corso permette ai circa 60 studenti iscritti di avvicinarsi agli approcci industriali utilizzati per il trattamento e la diagnosi dei disturbi cerebrali con testimonianze di esperti di grandi aziende farmaceutiche e piccole biotech.

“Il corso è nato nel 2009 – ci spiega il prof. Enrico Tongiorgi, coordinatore del corso - e in questi 9 anni abbiamo assistito a grandi cambiamenti nell’industria del farmaco. Fino a 10 anni fa il mercato era dominato dalle molecole di sintesi chimica delle grandi case farmaceutiche, mentre oggi esistono numerose aziende biotech che inventano farmaci di ispirazione biologica costituiti da terapie cellulari, biopolimeri, proteine e anticorpi.”

Il corso favorisce l’incontro informale tra gli studenti e gli esperti che sono invitati in modo bilanciato tra donne e uomini nelle varie fasi della loro carriera. Questo anno erano presenti due ex-studenti da poco entrati in aziende, Giulia Detela dell’azienda VivaBioCell di Udine, e Francesco Bez di Redoxis a Lund (Svezia). Accanto, due manager di grande esperienza: Fabrizio Gasparini direttore della divisione neuroscienze della Novartis-Basilea e Loredana Bergamini direttore medico di Janssen-Cilag-Italia. Erano presenti anche spin-off universitarie come Transactiva (Udine) e Celica (Lubiana) e i Business Angels di Unicorn Trainers.

Il corso si è poi concluso in AREA Science Park con una giornata dedicata ai temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, con Maurizio Caradonna di Innovation Factory e l’ing. Diego Bravar, vice-presidente di Confindustria Venezia Giulia e presidente di Biovalley investments. Gli studenti hanno quindi potuto visitare i laboratori di Rottapharm Biotech, un buon esempio di industrializzazione di una scoperta bioterapeutica presso il parco scientifico e tecnologico di Trieste.