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Cenni storici

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L'aspirazione della comunità triestina a dotarsi di istituzioni universitarie è documentata sin dal XVIII secolo, quando lo sviluppo portuale della città indusse l’establishment locale a chiedere alla Casa d'Austria la fondazione di un ateneo, capace di affiancare la fiorente attività mercantile con adeguate infrastrutture formative in ambito giuridico ed economico.

È noto che il governo di Vienna si rifiutò reiteratamente di assecondare tale aspirazione, tanto più quando, con il secolo successivo, l'apertura di una sede universitaria a Trieste finì per rientrare tra le istanze irredentiste della locale comunità italiana. La mancata soluzione della “questione universitaria” non impedì, peraltro, che la città si dotasse d’istituti di alta formazione, ancorché non universitari. È il caso della “Scuola Superiore di Commercio”, creata nel 1877 dal barone Pasquale Revoltella, protagonista della Trieste emporiale ottocentesca e grande mecenate della cultura e dell’arte, al fine di corrispondere alle crescenti esigenze professionali e pratiche nei settori del commercio, della navigazione e delle discipline collegate.

È solo con il passaggio alla sovranità italiana, a seguito del primo conflitto mondiale, che Trieste inizia a sviluppare proprie istituzioni di studi superiori e universitari. In particolare, il regio decreto-legge 7 novembre 1920, n. 1667, trasformava la Scuola, con l'aggiunta di un terzo anno di corso, in “Istituto Superiore di Studi Commerciali”, parificandolo ai consimili istituti italiani e, di fatto, incardinando quella che sarebbe divenuta, di lì a poco, sede universitaria sulle fondamenta della Scuola Superiore voluta da Revoltella.

Aggiunto nel 1921 un quarto anno all'ordinamento degli studi e conseguita l’assimilazione degli istituti superiori alle università, grazie al voto del corpo docente e all'impegno finanziario del Comune di Trieste, che devolveva i fondi raccolti sotto la dominazione austriaca per la realizzazione dell'università, l'Istituto Superiore veniva costituito, con regio decreto 8 agosto 1924, n. 1338, in “Università degli Studi Economici e Commerciali”, comprendente la sola Facoltà di Scienze Economiche e Commerciali. Primo rettore ne fu il giurista Alberto Asquini, titolare della cattedra di diritto commerciale,

Dal 1° dicembre 1930 il rettorato veniva assunto da Manlio Udina, titolare della cattedra di diritto internazionale. Udina si adoperò per il potenziamento dell'Università triestina, giovandosi dell’appoggio del ministro dei Lavori Pubblici dell'epoca, il triestino Cobolli Gigli, e del sostegno del ministro dell'Educazione Nazionale Bottai. Questi, in occasione di una visita all'Università, il 15 maggio 1938, annunziava l’istituzione della nuova Facoltà di Giurisprudenza, ordinata nei due corsi di laurea in giurisprudenza e in scienze politiche: impegno, questo, concretizzatosi con il regio decreto 8 luglio 1938, n. 252, con il quale si disponeva, al contempo, che l’Ateneo, ormai costituito da due facoltà, assumesse la denominazione di ”Regia Università degli Studi”.

Nei decenni successivi, l’Università avrebbe registrato un progressivo sviluppo, con l’insediamento graduale di ulteriori dieci facoltà: Ingegneria (1942), Lettere e Filosofia (1943), Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (1946), Farmacia (1956), Scienze della Formazione (1956), Medicina e Chirurgia (1965), Scienze Politiche (1974),Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (1978), Psicologia (1997) e Architettura (1998).

Tale assetto si è mantenuto in vita sino alla riforma universitaria del 2010 (l. 30 dicembre 2010, n. 240), in attuazione della quale il nuovo Statuto di Ateneo, entrato in vigore nel 2012, ha ridisegnato l’architettura istituzionale dell’Università, decretando, per un verso, la cessazione delle preesistenti facoltà e, per l’altro, l’attribuzione delle funzioni di organizzazione didattica e di gestione dell’attività scientifica ai seguenti dipartimenti: Fisica; Ingegneria e Architettura; Matematica e Geoscienze; Scienze Chimiche e Farmaceutiche; Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche; Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione; Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute; Scienze Politiche e Sociali; Scienze della Vita; Studi Umanistici.

Informazioni aggiornate al: 29/02/2016 - 08:50